Il prodotto della settimana

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Erbette più o meno spontanee…

31 marzo 2017
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Bruscandoli, s-ciopeti, rosoline, tarassaco, barbe … le erbette e i germogli di primavera fanno bella mostra della loro freschezza sui banchi dei fruttivendoli e, per chi le sa vedere, anche in campagna. Molte di esse spuntano infatti spontaneamente a primavera in quegli angoli di verde dove la Natura può ancora manifestarsi liberamente senza l’intervento domatore dell’uomo: come le siepi lungo i fossi, dove si possono trovare i bruscandoli; i prati lasciati a erba, dove si raccolgono tarassaco e s-ciopeti; i campi incolti in attesa di essere lavorati, dove crescono rigogliose le rosoline.

Altre erbe commestibili primaverili vengono fatte crescere appositamente da accorti agricoltori che, vista la crescente richiesta in questo periodo dell’anno, si sono ingegnati nel seminarle per tempo: come le barbe di frate, di cui abbiamo già ampiamente parlato e i carletti (o s-ciopeti). Del resto è sempre più difficile avere tempo per andare a cercarli e coglierli in libertà nella campagna…

Eccovi quindi una veloce rassegna di queste erbe cosiddette “spontanee” che potete provare anche voi a cercare e raccogliere, magari dedicando un pomeriggio di sole proprio a questa attività

 

Bruscandoli

bruscaI bruscandoli sono i  sottili germogli rampicanti – e infestanti  – del luppolo selvatico. Simili nella loro puntina a piccoli asparagi verdi, sono prelibato condimento per frittate ed eccezionale base per risotti. I bruscandoli hanno molte proprietà depurative e diuretiche, come tutti i germogli primaverili. Si trovano in commercio in mazzetti ordinati di diverse lunghezze: nel prezzo è compreso anche lo scarto, in quanto la parte edibile è costituta solo dai 10-15 cm apicali. Crescono preferibilmente aggrappati alle siepi delle zone umide, quindi aguzzate la vista lungo i fossi o lungo le ferrovie, luoghi spesso incolti dove prolifera il nostro luppolo.

 

Rrosoloineosoline

Le saporitissime rosoline sono le foglie nuove, giovani e morbide della pianta di papavero, fiore tenace, resistente e un po’ infestante che cresce volentieri nei pochi terreni incolti delle nostre campagne e nei campi in attesa di essere coltivati. Un tempo i papaveri erano parte integrante dei campi di grano, che non a caso erano immancabilmente puntellati dagli stupendi fiori di rossi a partire da maggio. Oggi la presenza “coreografica” del papavero viene combattuta e suon di pesticidi: i campi in cui crescono le rosoline sono quei pochi che mantengono una biodiversità di certo non così dannosa per il grano. Le rosoline siano squisite da mangiare cotte, da sole per gli amanti dei sapori più decisi o mescolate a bieta, spinacini, tarassaco o coste per i palati delicati.

 

S-ciopeti

carlettiVenduti anche con il nome di  carletti, gli s-ciopeti sono le giovani foglioline della pianta Silene Vulgaris, che, se lasciata proliferare,  a giugno genera un bel fiorellino biancastro-violetto chiaro, a forma di pallina, che può essere fatto scoppiare –  in dialetto s’ciopar, appunto – tra le mani. I carletti sono squisiti nei risotti. La loro raccolta è piuttosto difficile in virtù del fatto che vanno cercati e riconosciuti nei prati: ecco perché in commercio si trovano sempre di più carletti appositamente coltivati, magari meno saporiti di quelli selvatici, ma indubbiamente più sicuri e meno laboriosi.

 

tarassacoTarassaco

Detto anche pissacan” o “radici de can”, il tarassaco è quel fiore giallo che verso maggio da origine ai bianchi e soffici soffioni: le sue foglie, dal sapore amarognolo, hanno grandi proprietà drenanti e diuretiche e sono fin dall’antichità consumate crude, come ingrediente insolito per dare sapore all’insalata, o cotte, in un misto originale con biete, cicorie e rosoline. Del tarassaco si possono raccogliere e consumare anche i capolini dei fiori, che possono essere uniti alle insalate a curdo o messi sott’olio.

 

 

 




Ricetta


FRITTATA DI BRUSCANDOLI E MONTASIO
Ingredienti per 4 persone:
400 g di bruscandoli tagliati a pezzetti da 1cm circa,
1 scalogno,
1 bicchiere vino bianco,
1 bicchiere di latte,
200 g montasio mezzano tagliato a cubetti,
100 g parmigiano grattugiato,
8 uova,
50 g burro,
olio extravergine di oliva,
sale e pepe q.b.

Procedimento:
imbiondite in una casseruola lo scalogno con metà del burro e poco olio di oliva, bagnate con il vino e rosolate per alcuni minuti. Aggiungete i bruscandoli, salate, pepate e continuate a cuocere a fuoco lento per ulteriori 25 minuti; mettete quindi a raffreddare in una terrina. Aggiungete uova, parmigiano, montasio, latte e noce moscata a piacere. Mescolate delicatamente con un mestolo di legno avendo l’accortezza di non sbattere il composto. Quindi versate in una teglia da forno precedentemente ben imburrata e cucinate in forno già scaldato a 180° per 15 minuti. Servite caldo come antipasto o come abbinamento a un secondo piatto.
Andrea Sartorato - Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana Confcommercio Treviso


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