Il prodotto della settimana

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Il melone, re dei piatti freddi

14 luglio 2017
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Averne uno sempre pronto nel frigo di casa, insieme a qualche fetta di crudo, permette di risolvere la cena d’estate con l’immancabile accoppiata “prosciutto e melone”: ma può essere anche aggiunto a cubetti in insalate, pastasciutte o piatti freddi, nonché frullato in centrifughe ed estratti rinfrescanti. pasta meloneDel resto nelle ultime settimane gli arrivi dei meloni al mercato sono all’insegna della qualità e della giusta quantità, complice il clima caldo e la buona umidità nelle zone di coltivazione. Quindi non ci sono scuse: acquistate e consumate i meloni anche ogni giorno, siamo nel pieno della stagione italiana!

In commercio di trovano storicamente due macro categorie di meloni: i lisci e i retati. I primi, detti anche cantalupi, si presentano con scorza abbastanza uniforme e sono così chiamati in omaggio alla località laziale dove venivano coltivate le scorte personali dei Papi. I meloni retati, più resistenti alle alte temperature e riconoscibili per i vistosi segni sulla scorza, crescono in tutta Italia durante l’intero il periodo estivo, con numerose cultivar: il primo a comparire è il Mundial siciliano, poi il dolicissimo Arper, il Mantovano IGP, il Magenta del Cavallino. I meloni lisci sono più pregiati per profumo e aroma, ma mal sopportano il caldo: la produzione è quindi più concentrata a nord, con l’HoneyMoon, il Pamir lombardo e il Tazio della zona del rodigino.

retatoliscio      invernale

Forse non tutti sanno che esistono anche i cosiddetti meloni invernali, con polpa bianca o verde e buccia liscia, squisiti da ottobre ad aprile e piatto tipico della cena natalizia siciliana.

 

Storia e gloria

Le origini di questo frutto, immancabile nelle nostre tavole estive, sono in parte avvolte nel mistero: secondo alcuni proviene dall’Asia, secondo altri dall’Africa ed incerta è anche l’epoca  di penetrazione nel bacino del mediterraneo. Frammentarie le testimonianza scritte: nella Bibbia si dice che gli Ebrei rimpiangevano i meloni d’Egitto, nella Grecia antica troviamo traccia di un frutto definito “melon” o “pepon”, mentre Plinio documenta un utilizzo abbondante nell’Urbe dell’arancione “melopepo”, ma come verdura mischiato in insalata, non come frutto, e Diocleziano decretò una tassa sui meloni che superavano i 200 g di peso. Boccaccio cita “..i lunghi melloni ed i gialli poponi co’ritondi cocommeri” e il Ruccellai, agli inizi del 500, ci parla de “il cucumer torto dell’Etruria si chiama mellone e pare una serpe d’erba”. Per secoli ha regnato quindi una generale confusione su termini, utilizzo e forme di melone, anguria, cetriolo e zucca, essendo tutte specie della stessa grande famiglia delle cucurbitacee, spesso mescolati tra loro in vari incroci o innesti. Oggi possiamo però definire con certezza che il melone (popone al sud Italia) è uno squisito frutto estivo, versatile e facilmente declinabile in antipasti o piatti unici con prosciutto crudo o pepe, insalate miste, cocktail o dessert fantasiosi.


Curiosità: a caccia del melone perfetto
maturo
Un buon melone emana un profumo gradevole: se percosso con le nocche deve emettere suono pieno e le estremità non devono essere dure. Infatti un melone acerbo non svilupperà mai il grado zuccherino (tecnicamente detto grado brix)  del 13% che fa sì che sia considerato di buona qualità e conterrà meno beta-carotene, ferro, potassio e vitamina C rispetto al frutto maturo. Una volta acquistato, è meglio porre il melone in frigo avvolto dentro un sacchetto di carta per alimenti e quindi in un sacchetto di plastica, per evitare che trasmetta agli altri alimenti il suo tipico odore invasivo. Ultimo consiglio per chi lo trova un po’indigesto: provate a non bere molti liquidi insieme al melone per evitare un’eccesiva diluizione dei succhi gastrici ed agevolare la sua digestione.




Ricetta


PASTA FREDDA CON MELONE E MORLACCO D’ALPEGGIO

Ingredienti:
400 g pasta corta,
mezzo melone retato,
un cucchiaio di pepi (pepe verde, pepe rosa, pepe nero),
150 g Morlacco d’Alpeggio,
1 limone,
1 mazzetto di mentuccia,
melissa e aneto tagliati grossolanamente,
4 cime di basilico per la guarnizione,
40 cl Olio extra vergine d’oliva, sale

Procedimento:
amalgamate in una terrina i pepi pestati grossolanamente, ½ scorza del limone grattugiata, un pizzico di sale e l’olio. Eliminate la scorza e i semi dal melone, tagliate la polpa a piccoli pezzi - potete anche formare delle palline usando l’apposito scavino - unitela al preparato dei pepi e aromatizzate il tutto con le erbe aromatiche. Tagliate ¾ del Morlacco a dadini e aggiungete alla salsa già preparata. Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente e conditela con il sugo che avete preparato. Usate il restante Morlacco tagliato a dadi più grossi e il basilico per guarnire il piatto.

Paolo Fantin - Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana Confcommercio Treviso

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